Gelaterie Grom: biologico vuol dire qualità


La storia delle Gelaterie Grom è una bella storia italiana: il successo, sia nel nostro Paese che all’estero, ha premiato la ricerca di un’elevata qualità delle materie prime e la grande attenzione al fattore comunicazione. Da qualche anno portano avanti un progetto di agricoltura biologica a gestione diretta, di cui parliamo insieme al responsabile Vittorio Sandrone e al co-fondatore delle gelaterie Guido Martinetti.

 Da che cosa nasce il progetto Mura Mura?

Vittorio Sandrone – Mura Mura nasce nel 2007. Guido e Federico, soci fondatori delle gelaterie Grom, ricevettero dalla mamma di Federico una cassetta di pesche coltivate nel giardino di casa con la richiesta di produrne del sorbetto in occasione della festa del paese. All’apparenza queste sembravano davvero brutte e di poche speranze, soprattutto se paragonate alla famosa Maria Bianca, pesca della quale si fornivano in quel momento; ma una volta realizzato il sorbetto i risultati furono sorprendenti. Guido si stupì che un frutto prodotto da un hobbista potesse dare dei tali risultati e pensò che se avesse provato a coltivarlo in maniera professionale avrebbero ottenuto risultati altrettanto entusiasmanti. Vennero così acquistati i primi sette ettari di terreno a Costigliole d’Asti e convertiti in frutteti. Attualmente l’azienda ne conta circa diciotto.

Guido Martinetti

Guido Martinetti di Grom

Sul sito dell’azienda agricola (www.mura-mura.it) leggiamo che un tempo “far maturare il letame e avere le api non era né biologico né marketing, ma una semplice, intelligente pratica di vita quotidiana”. E’ faticoso ritornare a quelle pratiche tradizionali oggi? Il biologico è spesso soltanto un’esigenza di comunicazione?

Vittorio Sandrone – Tornare alle pratiche tradizionali ci fa capire come l’agricoltura sia un settore che non possa essere colpito dalla “moda”. Il rispetto dei tempi e dei ritmi della campagna non sono influenzabili dalla tecnologia, l’esigenza di voler produrre in qualsiasi condizione arrivando ad ogni compromesso possibile non è una strada percorribile.

L’esperienza dei nostri nonni è una risorsa che non possiamo sprecare ma che troppo spesso ci dimentichiamo pensando che si tratti solo di tecniche obsolete o nostalgiche ma non è affatto così, le buone pratiche agronomiche sono sinonimo di qualità delle produzioni e sono la garanzia di una corretta e rispettosa gestione del terreno, bene che lasceremo ai nostri posteri. L’adesione ad un ente che certifichi la coltivazione biologica è sintomo di impegno verso il consumatore che acquista una merce prodotta con determinati canoni, la stessa frutta che trasformiamo in sorbetto la consumiamo anche all’interno della azienda e la offriamo ai nostri visitatori. Quando raccolgo una pesca ad Agosto e la offro ad un bambino ho la coscienza a posto, so che non lo sto avvelenando e la mangio insieme a lui.

GROM Mura Mura

Una pesca raccolta nell’azienda biologica Mura Mura

Come si conciliano i limiti produttivi delle colture bio con le esigenze di Grom, azienda sempre più presente sul territorio?

Vittorio Sandrone – Nonostante i limiti imposti dal disciplinare dell’agricoltura biologica riusciamo ad ottenere produzione di pregio mantenendo alta la concentrazione verso le previsioni atmosferiche ricordandoci il famoso detto “prevenire è meglio che curare”.

Dedichiamo inoltre parecchie ore di manodopera per la gestione della chioma delle piante mantenendole sempre ben arieggiate e limitando i trattamenti fitosanitari, il tutto viene poi rifinito con un meticoloso diradamento dei frutti, queste tecniche limitano le produzioni ma ne elevano la qualità.

“Mura Mura” è aperta al pubblico dal 1° maggio al 31 ottobre, nascono spunti interessanti per la vostra attività da questi incontri?

Guido Martinetti – Assolutamente sì! Proprio quest’anno, ad esempio, nell’ultimo weekend di apertura al pubblico abbiamo vissuto un’esperienza particolarmente interessante ospitando in azienda i vincitori del premio Agricoltura Civica Award 2013: studenti, educatori, agronomi, agricoltori – per lavoro o per passione! – che, come noi, curano progetti ispirandosi all’agricoltura “del rispetto” (della Natura e dei suoi tempi, dei consumatori, della biodiversità… ) praticata già dai nostri nonni. Con loro ci siamo confrontati su temi strettamente agricoli, come il biologico o la maturazione del letame, ma anche su un aspetto importante come il raccontare all’esterno i propri progetti o l’insegnare ad un bambino che non tutte le albicocche sono uguali e che una varietà piccolina, come la Tonda di Costigliole, produce in realtà frutti dall’aroma e dal profumo rari!

L’anno scorso, inoltre, abbiamo avviato il processo di affiliazione di Mura Mura al network delle Oasi del WWF: un’occasione utile per incontrare altri appassionati – magari esperti di entomologia o fauna locale! – da cui ricevere nuovi stimoli e spunti. La possibilità di aprire l’azienda alle visite è preziosa per chi, come noi – … e come Dorothy Parker! – pensa che “la cura per la noia è la curiosità, ma non c’è cura per la curiosità…”

A quando le gelaterie Grom anche nel Sud Italia? Vi inibisce la presenza di tanti artigiani?

Guido Martinetti – Viaggio spesso in Sud Italia; dal Sud, infatti, arrivano molte delle materie prime che utilizziamo: il limone di Siracusa Igp, il mandarino Tardivo di Ciaculli, le mandorle Pizzuta d’Avola… Ogni visita, ogni incontro con un fornitore, è un’occasione per assaggiare: frutta, piatti della tradizione, chicche enogastronomiche (la pasta con la colatura di alici!). Gelato.

Nel 2003, quando ancora di gelato non sapevo nulla – e come ho raccontato nel libro pubblicato con Bompiani –, una delle prime porte a cui ho bussato è stata quella di un maestro gelataio di Lancusi, in provincia di Salerno. La bravura non deve inibire, ma far venire voglia di imparare e di migliorare.

Negli ultimi due anni abbiamo aperto le prime gelaterie a Roma e ci siamo concentrati sulla città, ma il nostro proposito è quello di continuare a crescere al Sud. Come ogni lavoro fatto con serietà, però, anche questo richiede il suo tempo; considerato, inoltre, che abbiamo scelto di non svilupparci in franchising, ma solo attraverso negozi di proprietà. Ma presto arriverà il giorno il cui ai miei spaghetti alla colatura di alici, consumati vista Golfo di Salerno, potrò far seguire un cono… alla crema di Grom!

www.grom.it

www.mura-mura.it

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